atti, si verificano episodi, situazioni che arrivano improvvisi come randellate che frizzano. E frizzano perché si è da tempo in ascolto, da tempo si stanno osservano i fatti, gli episodi e le situazioni per coltivare e direzionarsi sempre più verso il bello, il bene, la pace e l’armonia. Sono quei momenti che con un colpo di spugna risollevano la polvere e ti lasciano ancora più perso e ancora più disorientato. Perché sai di aver pulito tante zone, di aver riportato alla luce tanti di quei frammenti, di aver integrato, accolto e accettato così tanto che proprio non capisci quel tornado cosa è venuto a fare. Hai imparato nel tempo ad ascoltare i segnali, a osservare i fatti da più punti di vista per poterti allineare con ciò in cui fluisci e non appena ti senti approdato in quella terra nuova, non appena familiarizzi con quelle belle sensazioni di pace, fiducia e amore…improvvise le randellate a 360 gradi sembrano riportarti in mare aperto, con la sensazione ancora peggiore di non sapere davvero qual è la direzione.

“Allora ho sbagliato finora?”; “allora ho preso un abbaglio?”; “tutti gli insegnamenti che ho tratto finora non sono quelli per me?”; “devo ricambiare direzione?” e ti senti profondamente stanco, deluso, affranto e rassegnato…che un senso alle cose non lo sai trovare, che le parole che ti sei detta non erano quelle, che il lavoro che stai facendo è inefficace. Ed è panico, smarrimento totale, la sensazione di estraneità ed esclusione da tutto. Se poco prima ti sentivi di essere approdato in una dimensione di amore, di pace, di attesa lieta, di armonia con tutto ciò che è sopra, sotto, dentro e fuori…d’improvviso nel maremoto più aspro…a mettere in discussione ciò che più nel profondo credi, ciò in virtù del quale ti sei mossa per tanto e tanto tempo, con tanta e tanta fatica. Non ci sono neanche parole…solo la sensazione di non potercela fare ancora.

Eppure paradossalmente è proprio quello il segnale che stai aprendo le porte per te, che stai camminando nella pace, nell’amore, nella luce…e tutto ciò che stai desiderando lo stai costruendo. Quelle randellate stanno portando altri pezzi di te che, finalmente, possono essere integrati. Sono quei pezzi scomodi, nascosti talmente bene che ancora non li avevi né visti né percepiti.  Stai talmente allargando il cuore all’amore che tutto ciò che ne è fuori arriva rapido a completare quel puzzle di disgregazione che si è creato nel tempo, negli anni, nei fatti e negli eventi. Puoi aver letto, sentito e capito che l’amore, la pace e la luce portano e partono dall’amore per se stessi, dall’accettare quell’ombra e scoprirne il potenziale. E puoi aver sentito di starti volendo bene, di avere cura di te, di aver fatto pulito di tanti pensieri ed emozioni, di non aver formulato pensieri negativi e di aver mosso azioni volte al tuo stare davvero bene. E ti ci sei sentita bene, ma tanto bene che hai pensato “Wow, ora ci siamo!”.

E poi arrivano le randellate e la pelle frizza laddove si è appena formata e al pit stop è pronto un treno di ricordi, emozioni, pensieri che ti portano nell’abisso senza scampo.

Hai due scelte: credere a quel treno e prefigurarti un futuro già scritto che vede un copia e incolla di ieri o osservare cosa scorre in quei binari e ascoltare quel grido di fondo. Il tuo cuore è talmente aperto che tutto ciò che non è ancora accolto entra prepotentemente, perché non ha altro modo per farsi sentire da te. Sei così accordata alla luce che tutto ciò che è in ombra sente la calamita a manifestarsi per essere irradiato e scaldato. E purtroppo senza randellata, senza la sensazione di essere di nuovo in mare aperto non potresti capire cosa hai lasciato fuori dalla porta fino ad allora e come ti sei descritta la storia fino a quel momento. Quindi puoi scegliere se cambiare il copione o replicarlo fedelmente colpevolizzando e giudicando quelle emozioni, quelle attribuzioni fatte in quel tempo. Che tu sia stata rifiutata, abbandonata, ferita, abusata, usata…..oltre a lasciare che ogni emozione possa esprimere il suo messaggio c’è da aprire le porte a quel sottile giudizio impercettibile che le circonda, quel senso di colpa latente che lascia fuori dalla porta l’essere più prezioso e importante per te…che sei proprio tu. Così puoi decidere di vedere la randellata come un colpo inferto e che ti priva di sicurezze, certezze, risultati…o vedere che dietro a quei pensieri distruttivi, a quei dubbi c’è tutta la paura, la fragilità giudicata, il senso di essersi in qualche modo “meritato” quanto vissuto e accaduto. E se scegli di leggere le situazioni come hai sempre fatto allora la storia si ripete e i colpi saranno più forti fino a che non sarai costretta ad aprire le porte a suon di cornate; ma se osservi con occhiali nuovi puoi renderti conto di quanto stai accogliendo l’amore, di quanto l’amore sta già agendo in te, di quanto la luce ti stia illuminando e che tutto quello che vivi si rende concreto proprio perché stai aprendo e illuminando e tutti i frammenti stanno tornando a casa. Ci vuole spazio per accoglierli tutti, perché si fidino che adesso li puoi accogliere, perché una nuova strada ti si apra davanti. Tu hai lasciato andare tanto e ora sei pronta ad accogliere ciò che più volte hai proiettato fuori.

La luce, la pace, l’amore rispondono a leggi che non sono quelle della causa effetto, altrimenti ci precluderemo la possibilità di sorprenderci e le nostre azioni non sarebbero libere e svincolate dal tempo, ma costruirebbero attese che, come binari invisibili, tenterebbero di darebbero forma alle cose…ma l’esito del tentativo già lo conosciamo ampiamente.

Solo stando connessi e aperti alla luce, alla pace e all’amore possiamo permettere che il bene per noi si manifesti…attraverso una continua integrazione degli opposti.

“Dal bene nasce il meglio” e l’apertura dello spazio del cuore è solo l’inizio dell’eterna danza fra luce ed ombra, fra pieno e vuoto….in una spirale ciclica di pulizia liberatoria!